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IL TESTO DI QUESTA PAGINA HA PER AUTRICE MARIA JIMENA BON PALACIOS.

Perche' occuparsi del Congo?

Oggi come oggi sul pianeta vi sono 47 guerre in corso, perche' occuparsi del Congo quando laggiu' la guerra e' finita ufficialmente nel 2002, quando il Congo firmo' il trattato di pace con il Ruanda grazie all'intervento dell'Onu e al Sud Africa di Nelson Mandela?

Perche' occuparsi del Congo che a tuttora ha ancora il piu' grande contingente ONU sul suo territorio?

Perche' occuparsi del Congo che ha alle porte le prime vere elezioni libere della sua storia?

Il primo motivo lo possiamo capire guardando la cartina dell'Africa.

Il Congo e' una Repubblica situata nel centro del continente Africano, in un altopiano pieno di foreste e con un clima favorevolissimo e grandi risorse d'acqua. Da non confondere con il congo Brazzaville. In effetti il paese si chiama per l'esattezza Repubblica Democratica del Congo, cioe' l'ex Congo Belga, o ex Zaire.

Tra i paesi Africani e' sicuramente uno di quelli piu' fortunati a livello geografico, e il sottosuolo offre innumerevoli risorse.

Allora perche' occuparsi del Congo?

Si puo' cominciare a capire osservando i suoi confini orientali, viene chiamata la regione dei grandi laghi, ormai tristemente nota per il terribile genocidio tra le etnie Hutu e Tutzi di qualche anno fa. Proprio ai confini tra Repubblica democratica del Congo, Rwuanda, Tanzania, Burundi, Uganda e Sudan.

Il problema principale della Repubblica Democratica del Congo e' che in realta' la guerra non e' mai finita, o meglio e' finita la guerra, ma la guerriglia continua. Gruppi di reduci della guerra che porto' ai massacri etnici del 1994, vagano indisturbati per le foreste dei confini del paese, saccheggiando, distruggendo e uccidendo la popolazione inerme.

I guerriglieri sono di varie nazionalita': vi sono le milizie Mayi Mayi, nati come forze di autodifesa alleati al governo di Kinshasa (guerra 1998-2003), e che ora agiscono come bande criminali. I ribelli Ruandesi, che sono in fuga dal loro governo per i crimini perpetrati durante il genocidio. E poi ancora ribelli di nazionalita' Sudanese, e Ugandese. Queste bande armate, imbottite di droga, assalgono i villaggi radendo praticamente al suolo le capanne, uccidendo gli uomini, violentando le donne e le bambine, e spesso rapiscono bambini e bambine per arruolarli nelle loro fila.

Il governo, per combattere questa realta' ha proposto il perdono per i guerriglieri che deporranno le armi, offrendo 100 dollari alla consegna delle armi e dando la possibilita' di arruolarsi nell'esercito regolare con un regolare stipendio, oppure di rifarsi una vita in pace, percependo per un periodo di tempo una sorta di pensione. Questo metodo, ha dato qualche frutto, ma molte restano le milizie che vagano per le intricate foreste. Per quel che riguarda l'esercito regolare del governo, manca totalmente di fondi, spesso viene mandato un unico soldato a difendere un intero villaggio. Il soldato in questione, che potrebbe benissimo essere uno di quelli che lo ha saccheggiato la volta precedente, si presenta con moglie e figli, ed una scorta limitata di viveri. Una volta finita la scorta di viveri, gli abitanti del villaggio dovranno provvedere al mantenimento del soldato e della sua famiglia, non e' molto chiaro con che metodi il soldato in questione ottenga aiuto dalla popolazione.

Il Monuc

In compenso, come gia' detto nella Repubblica democratica del Congo, vi e' il Monuc, il contingente ONU piu' numeroso attivo nel mondo. Sorvolando sul fatto che l'Onu non sempre puo' intervenire contro le milizie, vi sono piu' di 150 denunce che coinvolgono soldati Onu di ogni nazionalita' perche' si e' scoperto (e poi ricoperto) che, alcuni soldati facevano rastrellamenti nei villaggi prendendo ragazze e bambine, piu' o meno consenzienti, che venivano sottoposte a violenza carnale, previo pagamento di un uovo, o mezzo kilo di farina. L'ONU ha dichiarato che aprira' un'inchiesta, ma in realta' spetta ai paesi di provenienza dei singoli soldati occuparsi del caso. Ci risulta che fino ad ora, l'unico paese che e' intervenuto mandando 6 soldati davanti alla corte marziale sia il Marocco. Degli altri casi accertati non si e' saputo piu' nulla.

In questo clima, in Luglio 2006 vi dovrebbero essere le prime elezioni libere della storia della Repubblica democratica del Congo.

Com'e' ovvio chi soffre di piu' questa situazione e' la popolazione.

La popolazione vive in uno stato di terrore costante, anche perche' solitamente quando i guerriglieri assalgono i villaggi non si limitano a sparare per uccidere, usano spesso e volentieri armi bianche, sotterrano le persone vive, spesso compiono atti di cannibalismo. Pare che l'etnia che piu' stia soffrendo questa situazione siano i Pigmei che denunciano vere e proprie cacce all'uomo per scopi alimentari.

Tutto questo basterebbe per cominciare a preoccuparsi del Congo, ma vi e' un pericolo enorme che aleggia sulle teste di questo paese e della sua gia' sfortunata popolazione. Nella parte Congolese della regione dei grandi laghi hanno scoperto il Coltan.

Che cos'e' il Coltan?

Pochi lo conoscono, ma pochissimi non lo usano. Il Coltan e' un minerale di recente scoperta, formato da Niobio e Tantalio, ed e' un componente fondamentale per le multinazionali tecnologiche, pare che sia necessario per creare batterie piu' durevoli per cellulari e computer portatili, e per la nuova playstation.

Bene, giusto per rendersi un po' conto della situazione. L'80% della produzione mondiale di Coltan viene dall'Africa, e l'80% del Coltan Africano e' situato in Congo, ovviamente nella zona del Kivu, cioe' nella regione dei grandi laghi. Ovviamente essendo il Coltan il minerale piu' prezioso al mondo, piu' ancora dell'uranio, i paesi vicini sperano di metterci le mani sopra e non sono molto favorevoli alla pacificazione del Congo. Tanto che un paio di mesi fa il governo ugandese si e' offerto di entrare nella Repubblica Democratica del Congo con i suoi soldati armati per aiutare l'esercito regolare a sconfiggere i guerriglieri. Il governo ha gentilmente declinato l'offerta. Il problema e' che anche le multinazionali, come la H.C. STARCK che fa capo alla BAYER, la SONY, la NOKIA, e la MOTOROLA, solo per citarne alcune, hanno cominciato ad avere interessi in zona. Come si sviluppano questi interessi non e' chiaro, ma chiaro e' che la pace non e' una condizione favorevole per fare buoni affari in zona. Ecco perche' occuparci della Repubblica Democratica Del Congo, perche' ogni volta che parliamo al cellulare e' come se partecipassimo attivamente al genocidio, e le cose non possono che peggiorare.

Cosa fare?

Noi abbiamo deciso di fare informazione, ma specialmente di aiutare un'associazione che in sede lavora per aiutare i piu' deboli.

MARIA JIMENA BON PALACIOS

Page: http://www.malaguti.org/ser/mjbp/perchecongo.html - posted on July 31, 2006 00:10 pm - Last updated Monday, July 31, 2006 00:15 pm

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