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L'inglese globale che riscrive il mondo.

 

Spunti di riflessione.

 

Testo come pubblicato da fonte indicata in calce, qui corredato con link.

 

Metà denuncia, metà divertissement, il saggio "A million words and counting" regala spunti di riflessione al linguista, al tecnico, al curioso. Intento dichiarato dell'autore, fondatore del Global Language Monitor e di yourdictionary.com, è accompagnare il lettore in un viaggio attraverso la lingua inglese, mostrando che la facilità di coniare nuove parole ne permette la diffusione in tutto il mondo come nessun altro idioma prima d'ora.

Dalla tragica notorietà dello "tsunami" ai neologismi di Google, il Global English prende forma in 10 capitoli, a raffronto con le altre lingue più diffuse nel mondo. L'analisi delle fonti di queste nuove parole porta a riflettere su scenari futuri distanti anche qualche centinaio di anni: ancora parole e numeri quindi, come unica formula possibile per comprendere il mondo e il miliardo e trecentocinquantamilioni di persone che possono leggere questo libro nella sua lingua originale.

Che fine hanno fatto le previsioni che qualche decennio fa davano per spacciato l'inglese a favore dello spagnolo o del cinese, facendo leva sull'enorme numero di persone che naturalmente parlano queste lingue? Seppellite da una risata, sembra suggerire Payack, poiché è semplicemente accaduto che mentre un gran numero di persone nel mondo si metteva a imparare il cinese, convinto che fosse la lingua del futuro, i cinesi - almeno 250 milioni - si son messi a imparare l'inglese. Un po' come il miliardo di indiani che, ribelli alla lingua del popolo colonizzatore, non hanno tuttavia saputo resistere al linguaggio della scienza, della tecnica e del commercio.

Chiamiamola pure Hinglish nella sua variante angloindiana, o Cinglish per quella cinese, ma la lingua non si impone con le commissioni di salvaguardia. Se oggi su Google sono 34milioni le occorrenze per la definizione rigidamente franco-canadese della posta elettronica, "courriel", il termine "email" ne conta qualcosa come due miliardi, e circa il 90 per cento delle email che circolano nel mondo sono scritte in inglese.

L'analisi prosegue elencando con l'eterno fascino delle liste i neologismi derivati dal linguaggio del cinema (gli Smiths di Matrix) o della politica (i Bushismi: "I'm the decider") e naturalmente dall'informatica e da internet. Per finire con le liste, il saggio ne contiene una serie, tra cui quella delle lingue parlate nei vari continenti. L'italiano, potremmo ricordare con Payack, si parla in 14 stati europei, il francese in 10, l'inglese . . . solo in 8. Ma non pare che questa serie di numeri turbi la diffusione inarrestabile dell'inglese globale.

Articolo di Barbara Altomonte

A million words and counting
Paul J.J. Payack
Kensington Publishing Corp. (www.kensingtonbooks.com)
Pagine 208
$ 13,95 (U.S.)
Fonte: Quindicinale a cura dell'Ufficio Stampa del Cnr - N. 18 - 18 novembre 1 dicembre 2009

 

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Il simbolo dell'email

 

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Italian See also: Italian phonology A study on Italian children's pronunciation of English revealed the following characteristics:[13] Tendency to replace the English high lax vowels /?/ /?/ with [i] [u] (ex: "fill" and "feel", "put" "poot" are homophones), since Italian doesn't have these vowels. Tendency to replace /?/ with [?g] ("singer" rhymes with "finger") or as [n] (combined with the above tendency makes the words "king" and "keen" homophones) because Italian [?] is an allophone of /n/ before velar stops. Tendency to replace word-initial /sm/ with [zm], e.g. small [zm?l]. Tendency to replace /?/ with [a] so that mother is pronounced ['mad?r] or ['mað?r]. Italian does not have dental fricatives: Voiceless /?/ may be replaced with a dental [t?] or with [f]. Voiced /ð/ may become a dental [d?]. Since /t/ and /d/ are typically pronounced as dental stops anyway, words like there and dare can become homophones. /æ/ is replaced with [?], so that bag sounds like beg [b?g]. Tendency to pronounce /p t k/ as unaspirated stops. Schwa [?] does not exist in Italian; speakers tend to give the written vowel its full pronunciation, e.g. lemon ['l?m?n], television [t?le'vi??n], parrot ['pærot], intelligent [in't?lid??nt], water ['w?t?r], sugar ['?ugar]. Italian speakers may pronounce consonant-final English words with a strong vocalic offset, especially in isolated words, e.g. dog [d?g?]. This has led to the stereotype of Italians adding [?] to the ends of English words. Tendency to pronounce /r/ as a trill [r] rather than the English approximant /?/, e.g. parrot ['pærot]. In addition, Italians learning English have a tendency to pronounce words as they are spelled, so that walk is [w?lk], guide is [gwid], and boiled is ['b??l?d]. This is also true for loanwords borrowed from English as water, which is pronounced [vat?r] instead of ['w??t?]. Related to this is the fact that many Italians produce /r/ wherever it is spelled (e.g. star [star]), resulting in a rhotic accent, even when the dialect of English they are learning is nonrhotic. Consonants written double may be pronounced as geminates, e.g. Italians pronounce apple with a longer [p] sound than English speakers do. From: http://en.wikipedia.org/wiki/Non-native_pronunciations_of_English#Italian

[edit] Italian

A study on Italian children's pronunciation of English revealed the following characteristics:[13]

In addition, Italians learning English have a tendency to pronounce words as they are spelled, so that walk is [w?lk], guide is [gwid], and boiled is ['b??l?d]. This is also true for loanwords borrowed from English as water, which is pronounced [vat?r] instead of ['w??t?]. Related to this is the fact that many Italians produce /r/ wherever it is spelled (e.g. star [star]), resulting in a rhotic accent, even when the dialect of English they are learning is nonrhotic. Consonants written double may be pronounced as geminates, e.g. Italians pronounce apple with a longer [p] sound than English speakers do.