28 maggio 2010.

 

Una telefonata ricevuta da Augusta alle ore 06:45 del mattino.

 

Maria ci ha appena lasciati.

Senza entusiasmo, un'altra corsa a raggiungere gli avi.

 

Maria era sola nel momento del suo decesso? No! Maria era assistita da sua figlia Francesca.

Sono passate appena tre ore dal decesso di Maria. Sono passate sei ore, adesso.

In noi si affaccia la consapevolezza che si è trattato di una liberazione dalla sofferenza.

In noi sopraggiunge un accresciuto sentimento di affetto verso la persona che ci ha lasciati.

 

L'andare avanti.

 

Per chi ci lascia.

 

Chi ci lascia e va avanti, compie l'ultimo passo della sua vita terrena. Egli ha concluso il suo stare tra noi. Giorni con tanti avvenimenti devono seguire. Alla fine la nuova realtà giunge per noi che restiamo.

 

Per noi che restiamo.

 

Il nostro è un andare avanti diverso. Esso consiste nell'affrontare la nuova realtà in tanti modi personali. Un modo per ciascuno, se la fortuna propone un modo. Oppure uno smarrimento dal quale ognuno deve trovare un proprio modo di emergere. In generale ciascuno raggiunge la soluzione dopo un suo adattamento e ognuno ha suoi tempi di reazione. Altrimenti per chi resta sorgono complicazioni, anche non facili da affrontare.

Fortunati coloro che hanno previsto l'evento, e tra loro hanno parlato per tempo su come affrontare questo passaggio del tutto naturale.