Anno 1967, il ventottesimo della mia storia.
Scoppia lo scandalo del SIFAR.
Era l'anno 1967
I Fascicoli SIFAR erano una raccolta di schede informative poliziesche su politici, militari, ecclesiastici, uomini di cultura, sindacalisti e giornalisti ordinati dal Generale Giovanni De Lorenzo nel corso del suo settennato (1955-1962) alla guida del SIFAR.
I dossier servivano a studiare le inclinazioni e gli interessi (al fine di poterne prevedere le mosse o gli intenti) di quelle personalità ritenute capaci di potenziale influenza sui destini e sulla quotidianità dello Stato.
Una volta scoperta l'esistenza di tali dossier, se ne stabilì l'illegittimità e si decise di distruggerli (sebbene vi sia chi sostenga che in realtà non fossero stati distrutti o che fossero stati copiati prima della distruzione). A tale compito fu preposto il ministro alla Difesa Giulio Andreotti. Egli nel 1997, durante un'audizione alla commissione stragi, sostenne che i fascicoli erano stati tutti distrutti e che, secondo lui, le copie successive di cui si sospettava l'esistenza fossero in realtà fascicoli nuovi, prodotti radunando nuovamente le informazioni contenute negli atti dei vari uffici periferici dei servizi che erano servite per compilare i fascicoli originali e che non erano stati distrutti.
E io ero occupato del mio impiego alla O.T.I. S.p.A. di Treviso, dove tutti eravamo alle battute iniziali.
Riflessione nel 2010. Novello sposo, uscito da un'esperienza commerciale negativa, appena ricorso a un rapporto di lavoro dipendente dal quale mi disimpegnerò dopo tre anni, considerando cosa accadeva nel 1967, senza che io dessi importanza a quei fatti, temo di arrivare ad una conclusione che definisco perfino semplice. Per noi nel 2010, cosa può essere cambiato? Forse nulla rispetto all'anno 1967. Noi transitiamo tra decisioni che influiranno anche su di noi, ma di esse non abbiamo informazione, né altro.