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Malaguti, il cognome


Scrivono sull'origine e sul significato del cognome Malaguti. In preparazione.

Malaguti è specifico dell´area tra Modena, Bologna e Ferrara, Malaguzzi, assolutamente rarissimo, è dell´area lombardo, emiliana, potrebbero derivare dal nome rinascimentale Maelgut (riportato nella Chanson de Roland).

Integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli:

II cognome Malaguti, attestato soprattutto nella bassa pianura modenese e ferrarese, risale a un personale medievale *Malacutus di chiara origine soprannominale e di trasparente significato. Da un *Malacut(u)lus è derivato il cognome Malaguzzi, d´area prevalentemente reggiana. F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.

Fonte: http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/cognomi0011al.htm

 

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Malaguti

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Cognomi bolognesi

Se in fatto di etimologia dei nomi occorre cautela, in fatto di cognomi è ancora peggio, se possibile! Sulla lingua ci aiutano il latino, la storia, i testi scritti, ecc., ma sui cognomi possono intervenire altri elementi, come l'ignoranza di chi li porta, degli scrivani d'anagrafe, gli errori umani, le traduzioni da altre lingue o dialetti, l'origine da parole ormai in disuso, ecc., tutti elementi non scritti, non documentati, perciò non verificabili. Non resta che . . . andare a naso: ciò che io faccio abitualmente, ma credo lo facciano anche i veri studiosi di questa difficile, ma affascinante materia: tutti noi abbiamo un cognome e a tutti, credo una volta nella vita, è saltato il "ticchio" di sapere da dove esso derivi, cosa significhi. Alcuni spendono tempo e denaro a fare improbabili e costose ricerche araldiche, con la sciocca speranza di rintracciare origini nobili (ciò che oggi avrebbe un valore molto relativo!), mentre sono proprio i nobili veri che possono facilmente avere notizie dei loro casati, e la quasi totalità degli altri (il sottoscritto compreso e benemerito!) possono cercare finché vogliono, ma non troveranno nulla, proprio perché discendenti dalla più pura nobiltà . . . contadina! Emidio De Felice è forse il più famoso ed importante studioso dei cognomi italiani e, almeno nelle pubblicazioni in mio possesso, egli prende in considerazione circa 14.000 dei circa 200.000 che pare esistano in Italia (e, aggiunge il De Felice, per essere un Paese di 56 milioni di abitanti, essi non sono neanche tanti!). Poi ci sono alcuni imitatori (se non saccheggiatori) del De Felice, come credo sia un libro del 1995 che tratta di cognomi dell'Emilia-Romagna, il quale non solo riporta pedissequamente le tabelle di De Felice, ma prende in considerazione solo 4.500 cognomi (anche se ne dichiara 6.500!), molti dei quali non emiliani, in quanto inequivocabilmente meridionali! E per giunta non parla nemmeno di quelli che sono i più strani e tipici (che sarebbe più interessante studiare), limitandosi a quelli la cui origine e spiegazione non è solo emiliana, ma panitaliana.

Nel mio piccolo (per scarsa competenza e poco spazio) vorrei trattare l'argomento ancora più ristretto dei cognomi bolognesi, anzi di alcuni di essi, e di fare qualche divagazione, qualche fantasia, qualche mia . . . illazione, come al solito!

Cominciamo con una suddivisione generica sull'origine dei cognomi.

Essi (ovviamente tutti e non solo quelli bolognesi) si dividono in modo sbrigativo, e di conseguenza non del tutto esatto, nelle seguenti categorie: . . . (omissis)

Questi sono i primi 30 cognomi di Bologna, secondo il De Felice: al 23° posto Malaguti

Malaguti: come anche l'omonimo dialettale Malagò ed altri cognomi che iniziano con "Mal-", dei quali peraltro non trovo traccia in nessun libro, indicano probabilmente la cattiveria dei nostri antenati nell'affibbiare i soprannomi anche più feroci ed indecenti, che poi si sono trasformati in cognomi incancellabili! In altra sede ho parlato del siciliano Fecarotta (che non ha bisogno di spiegazioni) o di Maradona (sicuramente da "mala donna" più che dalla greca Maratona) o anche di Brutti, Gobbi, Delzotto (veneto= figlio dello zoppo, dall’antico italiano "ciotto"), Zucconi, Sgarbi, Lippi (cieco) ecc. Malaguti, probabilmente significa "mal acuto" e cioè "poco intelligente"! Come anche (e sempre probabilmente!) Malferrari significa "fabbro poco abile" e Manservisi-Malservisi "chi fa un cattivo servizio", parola questa che ha e che ha avuto parecchi significati. Parliamo anche di Bergamini, pure comune a Bologna, che è un . . . anagramma di Gamberini, ma questo è solo un caso! Si potrebbe pensare che c'entri Bergamo, ma c'entra solo . . . di sponda: infatti il "bergamino" era colui che governava i bovini ed è certo che una volta fossero di più questi garzoni che non gli originari di Bergamo, anche se pare i primi bergamini furono così chiamati, proprio perché originari di quella città! Sarà vero? Mantovani invece pare proprio che significhi ciò che sembra e, vista la sua larga diffusione qui da noi, o abbiamo avuto una grande immigrazione dalla città dei Gonzaga (peraltro vicina in quanto a distanza, dialetto e mentalità), oppure costoro sono sempre stati molto prolifici! Meno spiegabili sono i tanti Veronesi, città molto più lontana. Allo stesso modo i Bolognesi i quali non sono ovviamente di Bologna ma tutti di Ferrara! Curiosa è l’origine del cognome Macchiavelli o Machiavelli, diffuso soprattutto in Emilia e Toscana, e questo non è una mia fantasia, ma un fatto documentato dal De Felice. Tutto ha origine dal soprannome maschile medievale "Malclavellus", da cui "Macchiavello", formato da "mal(o)"= cattivo e "chiavello"= chiodo, paletto, cuneo, che, nel soprannome, assume un ambiguo significato erotico! Perciò nulla a che vedere con le "macchie" vere e proprie, semmai con altre . . . "macchie"!

Fonte: http://ilbolognese.blogspot.com/2007/09/cognomi-bolognesi.html di Paolo Canè.

 



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Chi ié, ié!

Dù spusén is métten d'acórd, sóbbit dàpp spusè e ló al dìs a lì: "'Scàulta mò: mé al lonedé ed sìra a vàgh a zughèr al biglièrd, al martedì ai ò la leziàn ed chitàra, al mérquel ai ò al pòcher coi amìgh, al giovedé . . ." La spusén-na a l'interàmp: "Òu, stà mò a sénter té adès, mé al mérquel ed sìra a gózz: chi ié, ié!".
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I campión d'la fìra

Gisto, ch'al fà al cuntadén, al và a la fìra con só muiér, la Cesira. Int al pió bèl ai é la premiaziàn di miàur tòr da mànta e al presentadàur l'anónzia al micròfon: "Terzo premio il toro Pedro con tre prestazioni in una giornata!". La Cesira, con un culpadén ed gàmt, la dìs: "Ciàpa mó só, Gisto!". E ló zètt. Al presentadàur al và avànti: "Secondo premio al toro Fulmine con quattro prestazioni!" E la Cesira: "Èt sintó Gisto che mùsica?". E ló sàmper zétt. Al presentadàur: "Infine il primo premio al toro Mike, con ben cinque prestazioni in un giorno!". La Cesira la sèlta só: "Ciàpa mó ànch quàssta, Gìsto!". Alàura al cuntadén as arvólz al presentadàur e a gli d'mànda: "Ch'al dégga só, ch'al tòr lé el zèncv prestaziàn i èli fàti sàmper con ch'la vàca?". "Nà" l'arspànd ló "Con zéncv vàch difarànti". E Gisto: "Ciàpa mó só, Cesira!".
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Sozietè Filològica Bulgnaisa

Ste Sît l é stè fundè ai 2 ed setàmmber dal 1999 e l é purtè inànz dala "Sozietè Filològica Bulgnaisa". A psî adruvèr al nòster materièl, bâsta ch'a gêdi ch'a l avî tôlt d'ed qué.
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