Mi sono stancato di giocare a creare pagine Web. Sarei tentato di cancellare tutte le pagine che ho pubblicate fino ad oggi, 11 Marzo 2008, in tutti i siti Web che ho in essere, e non sono pochi. Anzi sono troppi, nonostante abbia rinunciato a molti. Ho necessità di un nuovo progetto per una presenza nel Web che non mi impegni troppo tempo. C'è molto da fare, oltre ad occuparmi di imparare nuove nozioni per il Web.
Ma ho sperimentato cosa significhi nella pratica rinunciare ad un nome a dominio già posseduto e pubblicato per un certo tempo nel Web. Non è detto che una pagina che apparteneva ad un sito Web già cancellato totalmente, non si rintracci più come mi sarei aspettato. Può succedere, ma è possibile anche che la pagina, in tutto o in parte, sia stata riutilizzata da chi, evidentemente, ha una presenza in Internet subordinata a scopi pubblicitari che persegue ricorrendo a materiale originariamente non suo. Non mi piace fare queste scoperte. Ho la sensazione di rileggere testi miei, riportati a frammenti, e quindi non più rispettosi del loro senso originario. Testi spazzatura, declassati a mero riempimento di spazi Web altrui.
E devo precisare che, prima di rinunciare ad un nome a dominio, ho sempre provveduto a cancellare dal server ove era in hosting, ogni contenuto di immagine e di testo. Da dove attingono allora gli spezzoni dei miei testi originari? Non ne ho idea, ma penso che si ricorra alle pagine che evidentemente continuano ad essere memorizzate nei database dei motori di ricerca. Anzi, deve essere sfruttata la combinazione tra nome a dominio rinunciato e messo in periodo di "quarantena", e contenuti ancora presenti nei database dei motori di ricerca.
Uno scrittore, amico mio, mi ha prestato l'unica copia che ancora possiede del suo primo libro pubblicato nel 1988. Leggendo il suo lavoro di allora ho riflettuto sul contenuto di qualsiasi opera. A un certo punto il libro viene pubblicato, solo che rileggendolo, o leggendolo per la prima volta dopo vent'anni, si possono fare tante scoperte, da qualche refuso di stampa, a concetti ripresi in opere più recenti. Una pagina Web non è diversa, nella sorte, o nella presenza, alla pagina di un libro stampato, o di un manoscritto datato.
Ed un sito Web, rispetto ad un libro stampato, è come un'edizione che potrebbe essere rivista e corretta dal suo autore, ma anche ripresa in parte da chiunque altro, senza reali possibilità di opporsi.
Pagina pubblicata l'11 marco 2008 11:00 - http://www.malaguti.org/2008031101.html - aggiornata domenica 24 gennaio 2010 22:30.